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Strategie e ruolo dell'allevamento nelle dinamiche economiche delle societĂ  protostoriche del Mediterraneo centrale




Animal Husbandry and its Economic Role in the Development of Central Mediterranean Protohistoric Societies

Il Progetto

I resti di fauna sono in genere particolarmente numerosi nei contesti archeologici e hanno un potenziale informativo rilevante per la conoscenza delle società antiche. Il progetto HERDS ha inteso applicare allo studio di questa classe di reperti un approccio multidisciplinare e innovativo per indagare le trasformazioni economiche e sociali avvenute in Italia tra Bronzo medio e prima età del Ferro (ca 1700 – 725 a.C.). In questo periodo si affermano comunità demograficamente ampie e insediamenti stabili, si sviluppano reti di scambio e interazioni a breve e lungo raggio per la circolazione di materie prime, oggetti, tecniche e ideologie. Trasformazioni molto significative si registrano anche nell'economia primaria, nelle modalità di allevamento con strategie di mobilità o di stabulazione, nell' uso di prodotti derivati (lana, latte, pellame), nell'affermazione di possibili aplogruppi differenziati o "razze specializzate". Per indagare tali aspetti il progetto HERDS, a partire da studi archeologici e archeozoologici, ha integrato la ricerca attraverso analisi biomolecolari, ZooMS e aDNA, finora poco applicate per i resti animali in età protostorica. Queste metodologie di ricerca, hanno consentito di aumentare significativamente il potenziale informativo dei reperti faunistici, e di esplorare nuovi approcci che possono rappresentare importanti aspetti innovativi per la conoscenza delle comunità protostoriche. Realizzando una consistente ricerca multidisciplinare che integri la conoscenza archeologica e archeozoologica con le archeologie biomolecolari e di genetica antica, il progetto Herds con di aumentare sensibilmente il livello di conoscenza su un ampio campo di indagine territoriale e cronologico riguardante le comunità italiane. Un obiettivo importante, pertinente alle pratiche di allevamento e all'organizzazione e gestione di mandrie e soprattutto delle greggi, è quello di indagare con analisi ZooMS, isotopiche di Sr e O e del Dna antico, la composizione delle greggi e la mobilità degli animali domestici. Tali metodologie forniscono informazioni a riguardo di pratiche pastorali di transumanza o alpeggio o in relazione al trasferimento di capi esogeni. Inoltre, è possibile precisare l'appartenenza specifica dei caprovini ad Ovis aries o Capra hircus, nei casi in cui le analisi morfometriche non consentano una determinazione specifica, e anche di individuare il sesso degli animali. La gestione da parte delle comunità umane di greggi e mandrie può essere invece compresa tramite le analisi del C che possono indicare l'integrazione del cibo degli animali con piante C4, riferibili per esempio al miglio. Correlabile alle pratiche di pascolo è un altro campo di indagine attivato con il progetto HERDS per ricostruire l'uso delle risorse pascolive attraverso studi pollinici e la realizzazione di carotaggi in aree montane vocate, al fine di analizzare sedimenti e spore di funghi coprofili indicativi di tali pratiche. Mediante il DNA antico il progetto Herds ha inteso esplorare anche la possibilità di definire l'esistenza di aplogruppi differenziati o di "razze" selezionate all'interno di un'areale vasto quale quello analizzato, anche in relazione alle diverse fasce cronologiche. Tale obiettivo ovviamente deve tenere conto anche delle difficoltà correlate allo stato di conservazione del DNA. Un ulteriore obiettivo è stato quello di riconoscere attraverso analisi chimiche dei prodotti organici, applicate a contenitori ceramici tradizionalmente riferiti su base empirica alla produzione di latticini, l'effettivo utilizzo di tali contenitori e conseguentemente acquisire informazioni verificabili sulla produzione di prodotti derivati che possono aver avuto un peso significativo sulla disponibilità di risorse alimentari delle comunità protostoriche. Tale aspetto è indagato anche attraverso l'analisi delle tracce rilevabili su resti dentari umani tramite analisi proteomiche per identificare proteine del latte e distinguere l'uso di latte bovino o ovicaprino.



Faunal remains are typically abundant in archaeological contexts and hold substantial potential for deepening the knowledge on past societies. The HERDS project employed a multidisciplinary and innovative approach to the study of these remains, with the aim of investigating the socio-economic transformations experienced by communities in Italy between the Middle Bronze Age and the Early Iron Age (ca. 1700–725 BC). This period witnessed the emergence of demographically large communities, the establishment of stable settlements—sometimes taking the form of proto-urban centers—and the development of short- and long-distance exchange networks that facilitated the circulation of raw materials, objects, technologies, and ideologies. This transformative phase was also marked by significant changes in the primary economy, particularly in livestock management. Shifts included new herding strategies involving mobility and stabling practices, expanded use of secondary products (e.g., wool, milk, hides), and the possible emergence of differentiated haplogroups or specialized animal breeds. To investigate these dynamics, the HERDS project integrated traditional archaeological and zooarchaeological methods with biomolecular techniques, including isotopic analysis, Zooarchaeology by Mass Spectrometry (ZooMS), and ancient DNA (aDNA) analysis—approaches that have thus far been rarely applied to faunal assemblages from protohistoric Italy. The integration of these methodologies has significantly enhanced the informative potential of zooarchaeologogical data, allowing to explore new approaches that contribute to a more nuanced understanding of protohistoric communities. By combining archaeological and zooarchaeological evidence with biomolecular archaeology and ancient genetics, the HERDS project aspires to advance knowledge across a wide territorial and chronological framework concerning Italian prehistoric and protohistoric societies. A key objective of the project relates to livestock management practices, particularly the organization and composition of herds and flocks. The use of ZooMS, strontium (Sr) and oxygen (O) isotope analyses, and aDNA allows for the investigation of animal mobility, including medium- and long-distance transhumance patterns, as well as the movement or exchange of live animals. These methodologies also permit precise taxonomic identification of caprines, distinguishing between Ovis aries and Capra hircus in cases where traditional morphometric methods are inconclusive. Additionally, they enable the determination of the sex of individual animals, providing further insight into herd structure and management strategies. The management of flocks and herds by human communities can also be investigated through carbon isotope analyses, which may reveal the integration of C₄ plants—such as millet—into animal diets. Another line of inquiry pursued by the HERDS project, related to grazing practices, focuses on reconstructing patterns of pasture use. This is being undertaken through palynological analyses and the collection of sediment cores from upland areas, allowing for the analysis of pollen and coprophilous fungal spores indicative of livestock grazing. Through the analysis of ancient DNA, the HERDS project also sought to investigate the possibility of identifying distinct haplogroups or selected “breeds" of livestock within the broad geographical area under study in a diachnronic perspective. This line of inquiry must, of course, take into account the challenges posed by the preservation state of ancient DNA. An additional objective involved determining, through chemical analysis of organic residues on those ceramic vessels traditionally interpreted as associated with dairy processing the actual use of these containers. This would allow for the acquisition of verifiable data regarding the production of dairy-derived products, which may have played a significant role in the subsistence strategies of protohistoric communities. Complementary evidence is being sought through proteomic analyses of human dental calculus, aimed at detecting milk proteins and distinguishing between the consumption of bovine and ovicaprine milk.

Overview del progetto HERDS

UniversitĂ  Partecipanti

Logo UniversitĂ  La Sapienza

Sapienza UniversitĂ  di Roma

Dipartimento di Scienze dell'AntichitĂ 

Logo UniversitĂ  di Bologna

Alma Mater Studiorum UniversitĂ  di Bologna

Dipartimento di Storia Culture CiviltĂ 

Logo UniversitĂ  di Napoli

UniversitĂ  di Napoli "Federico II"

Dipartimento di Studi Umanistici

Logo UniversitĂ  del Salento

UniversitĂ  del Salento

Dipartimento di Beni Culturali

Logo UniversitĂ  di Torino

UniversitĂ  di Torino

Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi

Partner scientifici

Logo UniversitĂ  La Sapienza

Sapienza UniversitĂ  di Roma

Dipartimento di Scienze della Terra

Logo UniversitĂ  di Modena e Reggio Emilia

UniversitĂ  di Modena e Reggio Emilia

Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche

Logo UniversitĂ  di Bologna

Alma Mater Studiorum UniversitĂ  di Bologna

Dipartimento di Beni Culturali

Logo UniversitĂ  di Sassari

UniversitĂ  degli Studi di Sassari

Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali

UnitĂ  di Ricerca

Sapienza UniversitĂ  di Roma - Dipartimento di Scienze dell'AntichitĂ 

Andrea Cardarelli

Andrea Cardarelli

Principal Investigator

Giulia Recchia

Giulia Recchia

Principal Investigator

Elena Maini

Elena Maini

Ricercatrice

Lorenzo Cardarelli

Lorenzo Cardarelli

Assegnista di Ricerca

Melissa Vilmercati

Melissa Vilmercati

Assegnista di Ricerca


Collaboratori esterni - Dipartimento di Scienze della Terra

Luigi Dallai

Luigi Dallai

Collaboratore scientifico

Eduardo Di Marcantonio

Eduardo Di Marcantonio

Dottorando di Ricerca


Collaboratori esterni - UniversitĂ  degli Studi di Bari Aldo Moro

Matteo Cianfoni

Matteo Cianfoni

Dottorando di Ricerca


Alma Mater Studiorum UniversitĂ  di Bologna - Dipartimento di Storia Culture CiviltĂ 

Antonio Curci

Antonio Curci

Responsabile UnitĂ  locale

Claudio Cavazzuti

Claudio Cavazzuti

Ricercatore

Florencia Debandi

Florencia Debandi

Assegnista di Ricerca

Eleonora Serrone

Eleonora Serrone

Assegnista di Ricerca

Fabio Fiori

Fabio Fiori

Dottorando di Ricerca

Marlisa Mazzola

Marlisa Mazzola

Dottoranda di Ricerca

Niccolò Morin

Niccolò Morin

Collaboratore scientifico

Mariia Makarova

Mariia Makarova

Collaboratrice scientifica


Collaboratori esterni - Dipartimento di Beni Culturali

Elisabetta Cilli

Elisabetta Cilli

Collaboratrice scientifica


UniversitĂ  di Napoli "Federico II" - Dipartimento di Studi Umanistici

Marco Pacciarelli

Marco Pacciarelli

Responsabile UnitĂ  locale

Lorenzo Fiorillo

Lorenzo Fiorillo

Assegnista di Ricerca

Pasquale Miranda

Pasquale Miranda

Assegnista di Ricerca


UniversitĂ  del Salento - Dipartimento di Beni Culturali

Claudia Minniti

Claudia Minniti

Responsabile UnitĂ  locale

Jacopo De Grossi Mazzorin

Jacopo De Grossi Mazzorin

Collaboratore scientifico

Giuseppe De Benedetto

Giuseppe De Benedetto

Collaboratore scientifico

Claudia Abatino

Claudia Abatino

Assegnista di Ricerca

Alberto Potenza

Alberto Potenza

Assegnista di Ricerca

Giorgia Vicenti

Giorgia Vicenti

Assegnista di Ricerca

Giulia Patrizi

Giulia Patrizi

Collaboratrice esterna


UniversitĂ  di Torino - Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi

Beatrice Demarchi

Beatrice Demarchi

Responsabile UnitĂ  locale

Emanuele Grotto Maffiotti

Emanuele Grotto Maffiotti

Collaboratore/Borsista

Cynthianne Spiteri

Cynthianne Spiteri

Assegnista di Ricerca


UniversitĂ  di Modena e Reggio Emilia - Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche

Anna Cipriani

Anna Cipriani

Collaboratrice scientifica

Federico Lugli

Federico Lugli

Collaboratrice scientifica


UniversitĂ  degli Studi di Sassari - Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali

Anna Depalmas

Anna Depalmas

Collaboratrice scientifica